cineuropa.org

02 March, 2010

Per proiezioni scolastiche...



Mentre (ri)vedevo Grazie zia (a proposito, grazie Iris!) (ri)pensavo a un film che in settimana mi aveva messo a disagio: Genitori e figli :) Agitare bene prima dell'uso. Non che si possa fare alcun paragone tra i film di Samperi e Veronesi ma certo se rimaniamo alla trama, tutt'e due raccontano di padri e figli. E mi sono immaginato oggi la presentazione alla stampa di un Grazie zia o di un suo diretto genitore come I pugni in tasca (ambedue diretti da esordienti nel lungometraggio, ambedue con Lou Castel, ambedue montati da Silvano Agosti). Sono (abbastanza) certo che la forza del soggetto (indiscutibile in entrambi i casi) non avrebbe prevalso nella cronache sulla forza delle immagini ((indiscutibile in entrambi i casi). Mentre oggi ci troviamo di fronte all'esaltazione di un soggetto (discutibile) che offusca qualsiasi analisi filmica. Genitori e figli :) Agitare bene prima dell'uso viene letteralmente venduto al mondo della comunicazione, un po' come avviene con l'appalto interno al film degli spazi pubblicitari (ah sì certo, si chiama product placement), attraverso la storiella dell'incomprensione genitori/figli o della geniale invenzione di Giovanni Veronesi che aborre la famiglia allargata a favore del ristretto branco familistico di sangue (che ora sembra di moda, anche Ozpetek lo teorizza) . E tutti giù a scriverne. La sociologia del cinema. In cui Gabriele Muccino è un maestro. Ma almeno lui riesce a fare un film compiuto e non una rapsodia di episodi. E se il maestro in Ricordati di me" aveva colto il fenomeno delle veline ora, addirittura nel decennale del Grande fratello italiano, assistiamo a una verbosa disquisizione se sia auspicabile o meno che un ragazzo voglia andare alle selezioni di quel programma. E' molto bello che al cinema se ne parli in famiglia, ma nella realtà non ci sarebbe (e non c'è) alcun bisogno di farlo.
Ma il discorso sul GF è la punta dell'iceberg di un film costruito tutto sulla scrittura, su una sorta di supposta sceneggiatura di ferro che seguendo gli epigoni del genere (Muccino appunto, ma anche Brizzi e Martani con la citazione della battaglia dei gavettoni o con la visita, qui in versione ecologista e involontariamente comica, al parco acquatico) mette in fila, in maniera sorprendentemente didascalica, un po' di casistica più o meno reale, tic sociali in cui forse un po' riconoscersi. Nel farlo Veronesi non imprime alcuna cifra stilistica personale (il dolly a chiudere sui rami degli alberi sarebbe da vietare nel cinema), non inventa nuovamente la realtà e anzi si lascia andare a una volgarità a tratti disturbante che trova il culmine in uno degli episodi più sgradevoli, perché compiaciuto, del nostro cinema: un ragazzo cinese che fa da nave scuola nello sverginare le adolescenti ragazze della scuola della protagonista (si dice che ce l'ha piccolo, è pure extracomunitario, ha tutto l'interesse di fare bella figura con le italiane... Mah!). Mentre la lezione di come s'infila un profilattico con l'ausilio di una carota è encomiabile anche se sa molto di Dipartimento Scuola Educazione, per chi se lo ricorda.


Un film urlato, come la recitazione survoltata di Silvio Orlando e Luciana Littizzetto, come l'inserimento continuo di accompagnamento musicale e di canzoni per creare un'atmosfera, che non lascia alcuno spazio alle sfumature, ai non detti, allo spettatore insomma... E neanche ai personaggi di contorno come Elena Sofia Ricci, ampiamente sottoutilizzata, o Max Tortora di cui scopriamo i veri amori nientemeno che alla fine del film (a proposito di sceneggiatura di ferro...).
Infine ho pensato alla censura: più pesante per Samperi con il divieto ai minori di 18 anni e più leggera per Bellocchio con i 14 anni. Ma si sa, in Italia chi tocca il concetto di famiglia (nell'accezione distruttiva) muore. Poi ho scorso le pubblicità vicino ai tamburini degli spettacoli. Per Genitori e figli :) Agitare bene prima dell'uso, naturalmente considerato "film per tutti", si può chiamare un numero per concordare le proiezioni scolastiche. Scolastiche?

No comments: