
Magari è solo una svista. Però è curiosa se non anche rivelatrice.
Prendete il numero appena uscito dello storico periodico "Il giornale dello spettacolo" e andate a pagina 8. Di spalla in taglio alto a destra l'annuncio dell'imminente arrivo, il 23 gennaio, del "Bari International Film & Television Festival".
Sotto il titolo, nome e cognome dell'autore dell'articolo, Marco Spagnoli, assiduo collaboratore della testata quindicinale e organo ufficiale dell'Agis.
Bene, il nostro collega è anche il vicedirettore, insieme a Enrico Magrelli, della manifestazione pugliese ideata e diretta da Felice Laudadio. Circostanza che nell'articolo non viene in alcun modo omessa. Trattasi quindi sicuramente di un errore, d'una svista appunto, perché non s'è mai visto un giornalista vergare un articolo su una manifestazione da lui stesso diretta o vicediretta. Almeno nella carta stampata perché nell'etere, ormai digitale, Pascal Vicedomini supera qualsiasi immaginazione ideando e conducendo interi programmi (in genere su RaiTre) incentrati sulle sue manifestazioni capresi o ischitane che ha ideato e dirige e conduce. E il cerchio si chiude, dal produttore al consumatore con la filiera certificata e sempre rintracciabile.
Non varrebbe neanche la pena di scomodare il "conflitto d'interessi" per quello che è certamente un errore. Un po' meno le due intere pagine su sedici totali di pubblicità del "Bif&st" e del Cineporto di Bari. Che diventano quasi tre con l'articolo in questione. Ma in un'epoca di crisi per l'editoria e di forti contrazioni pubblicitarie non è forse nemmeno il caso di tirare fuori questioni etiche o deontologiche. Che sono irrimediabilmente passate di moda.
